INGREDIENTI BIOTECH

Lactive™
Lattoferrina bioattivata

Il meccanismo con cui un neonato si difende, riprodotto con un processo enzimatico brevettato.

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COSA LO RENDE UNICO

Non un altro conservante naturale

La lattoferrina è nota da decenni. Quello che cambia è la bioattivazione: liberando i peptidi si allarga lo spettro delle attività a nuove proprietà, si abbassa la dose necessaria e i peptidi penetrano nella pelle, cosa che una proteina intera, molto più grande, non fa.

fino a 20×Più attivaRispetto alla lattoferrina standard negli studi comparativi di riduzione logaritmica, in condizioni controllate.
7Aree applicativePelli impure, anti-age, pelle a tendenza atopica, cuoio capelluto, igiene orale, igiene intima, deodoranti.
da 0,02%Dose d’usoLe concentrazioni efficaci partono da due centesimi di punto percentuale.
2Studi cliniciSu formulazioni contenenti Lactive dallo 0,1% all’1%, su 20 e 25 pazienti.

Difesa selettiva

Agisce sui microrganismi indesiderati risparmiando commensali e probiotici. È la differenza fra togliere e riequilibrare, e si vede nei saggi di riduzione logaritmica confrontati fianco a fianco.

Un solo attivo, più funzioni

Equilibrio del microbiota, azione sul biofilm, recupero della barriera, contenimento della risposta infiammatoria, antiglicazione, uniformità del colorito. Un ingrediente al posto di quattro.

Biotech circolare

Nasce dalla valorizzazione di un sottoprodotto attraverso un processo enzimatico proprietario, in uno stabilimento certificato ISO 9001 e ISO 14001.

Come funziona

La lattoferrina è una proteina multifunzionale e la bioattivazione ne libera i peptidi. Ne derivano due famiglie di meccanismi che agiscono in parallelo: una sui microrganismi, una sulle cellule della pelle. È questa doppia natura, non un singolo bersaglio, a spiegare l’ampiezza delle applicazioni. Apri una voce per il dettaglio.

Sui microrganismi

Sottrazione del ferroLetteratura

Lega il ferro con alta affinità e lo rende indisponibile ai microrganismi che ne dipendono per crescere. I commensali, meno ferro-dipendenti, ne risentono molto meno: è il primo motivo per cui l’azione è selettiva e non indiscriminata.

Membrane, adesione e biofilmMisurato

I peptidi cationici liberati dalla bioattivazione si legano alle membrane — in particolare ai lipopolisaccaridi dei Gram-negativi — ne aumentano la permeabilità, riducono l’adesione batterica e la produzione di tossine e disgregano il biofilm. A differenza della proteina intera i peptidi entrano nella cellula e agiscono su bersagli intracellulari: è così che la bioattivazione allarga lo spettro e abbassa la dose.

Lieviti e funghiMisurato

Sui funghi il meccanismo passa dall’interazione con la parete cellulare, dalla privazione di ferro, dal blocco di recettori di membrana e dall’induzione di morte cellulare programmata. I peptidi allargano il numero di specie raggiunte.

Effetto prebiotico per selezioneMisurato

Lattobacilli e bifidobatteri resistono meglio ai meccanismi qui sopra, e i peptidi derivati dalla lattoferrina funzionano per loro anche da substrato di crescita e da molecola di segnale. L’equilibrio si sposta verso i benefici senza che serva un’azione diretta a loro favore.

Barriera contro i virusMisurato

Si lega ai recettori cellulari — in particolare all’eparan solfato — e alle particelle virali, ostacolando l’adesione e l’ingresso; in letteratura è descritta anche un’interferenza con la replicazione. L’attività è documentata su virus a DNA e a RNA: fra questi HSV-1 e HSV-2 e, per la lattoferricina, HPV-5 e HPV-16 (Mistry et al., Antiviral Res. 2007).

Sulle cellule della pelle

Contenimento della risposta pro-infiammatoriaMisurato

Modula le citochine pro-infiammatorie: nei nostri saggi l’IL-6 su macrofagi umani stimolati, in letteratura anche l’IL-8, con riduzione dei mediatori di segnale TLR2 e NF-κB. È il meccanismo che tiene insieme pelli a tendenza acneica, cute reattiva e invecchiamento, dove l’infiammazione cronica di basso grado è il denominatore comune.

Riepitelizzazione e vitalità cellulareMisurato

Accelera la chiusura della lesione nel monostrato di cheratinociti e di fibroblasti e ne sostiene la vitalità. In letteratura la lattoferrina aumenta anche la sintesi di acido ialuronico nei fibroblasti dermici, attraverso l’espressione dell’enzima HAS2.

Turnover dei cheratinocitiMisurato

Modula la proliferazione dei cheratinociti, misurata come incorporazione di BrdU a 24 ore. È la leva su cui si gioca la desquamazione: cuoio capelluto, pelle a tendenza atopica, barriera compromessa.

AntiglicazioneMisurato

Riduce la glicazione delle proteine in un sistema modello BSA-glucosio, cioè la reazione che irrigidisce le fibre e ne compromette l’elasticità. L’effetto è misurabile sotto lo 0,1% e, alle concentrazioni più basse, si costruisce più lentamente ma dura più a lungo.

Uniformità del coloritoMisurato

Riduce la melanina prodotta dai melanociti stimolati con α-MSH, l’ormone che innesca la melanogenesi. Alle dosi più alte saggiate i livelli tornano confrontabili con quelli del controllo non stimolato.

Regolazione della sebogenesiLetteratura

In letteratura la lattoferrina riduce in modo dose-dipendente la produzione lipidica dei sebociti e regola l’iperattività della ghiandola, agendo sui geni del metabolismo lipidico. È il meccanismo che spiega perché l’effetto sulle pelli impure non si esaurisca nell’azione sui microrganismi.

Misurato significa che il meccanismo corrisponde a un endpoint saggiato sul nostro ingrediente, e lo ritrovi qui sotto con il modello sperimentale. Letteratura riguarda la lattoferrina e i suoi peptidi in generale. Le due cose non hanno lo stesso peso in un fascicolo e non le mescoliamo.

I DATI

Sette applicazioni, misurate una per una

Per ogni area riportiamo cosa è stato misurato e su quale modello. Salvo dove indicato, i dati sono in vitro. Protocolli completi, ceppi e curve sono nel pacchetto tecnico che mandiamo su richiesta.

Pelli impure

Biofilm di C. acnes

Il biofilm è ciò che rende i microrganismi persistenti e difficili da raggiungere.

  • Inibizione della formazione del biofilm di C. acnes: 88% medio, 86% già allo 0,05%
    Saggio MBIC, concentrazioni 0,2% / 0,1% / 0,05%
  • Eradicazione del biofilm già formato: 83% medio, 70% allo 0,05%
    Saggio MBEC
  • Struttura e vitalità del biofilm confermate al microscopio confocale
    Colorazione live/dead, spessore e intensità di fluorescenza
  • Attività anche sul biofilm di S. aureus
    Saggio MBEC
Pelli impure

Pelle e sperimentazioni cliniche

Riepitelizzazione, contenimento dell’infiammazione e le due sperimentazioni cliniche sul gel.

  • Riepitelizzazione: chiusura della lesione nel monostrato di cheratinociti
    Scratch assay
  • Contenimento della risposta pro-infiammatoria
    Macrofagi umani THP-1 differenziati, stimolo LPS
  • Sperimentazione clinica in monoterapia: gel con Lactive dallo 0,1% all’1%
    20 pazienti con acne lieve del volto
  • Sperimentazione clinica in associazione: lo stesso gel per via topica insieme a tetraciclina per via orale — due vie di somministrazione distinte
    25 pazienti con acne moderata del volto
  • Risultati riportati: eritema −35%, desquamazione −10%, prurito −15%
    Sperimentazioni condotte per cortesia di FB Dermo srl, Italia
Anti-age

Glicazione, tono, rigenerazione

Tre meccanismi indipendenti dell’invecchiamento cutaneo, misurati separatamente.

  • Attività antiglicante già sotto lo 0,1%
    Sistema BSA-glucosio in vitro
  • Riduzione della melanina prodotta: effetto significativo
    Melanociti stimolati con α-MSH
  • Contenimento della risposta pro-infiammatoria
    Macrofagi THP-1
  • Rigenerazione e vitalità cellulare
    Scratch assay su fibroblasti con test di vitalità
Pelle atopica

Pelle a tendenza atopica e reattiva

Qui contano insieme l’equilibrio microbico e il recupero della barriera.

  • Attività selettiva: riduzione dei patogeni, commensali preservati
    Riduzione logaritmica, patogeni e probiotici a confronto
  • Attività su E. coli e P. aeruginosa fra 0,1% e 1%
    Saggio di riduzione logaritmica
  • Riepitelizzazione e recupero della barriera
    Scratch assay su cheratinociti
  • Modulazione del turnover dei cheratinociti
    Incorporazione di BrdU, 24 ore
Cuoio capelluto

Cute del capo e forfora

Il fungo responsabile della desquamazione e il turnover epidermico accelerato.

  • Inibizione di M. furfur allo 0,8%
    Concentrazione minima inibente
  • Modulazione del turnover dei cheratinociti
    Incorporazione di BrdU
  • Contenimento della risposta pro-infiammatoria e rigenerazione
    Macrofagi THP-1; scratch assay su fibroblasti
Igiene orale

Mucosa orale e placca

Due batteri chiave del cavo orale e il recupero dell’epitelio.

  • Attività su S. mutans e P. gingivalis
    Concentrazione minima inibente
  • Riepitelizzazione della mucosa
    Scratch assay
  • Attività antivirale in vitro su modello Herpes simplex
    Saggio di riduzione delle placche
  • Riduzione dell’infezione da SARS-CoV-2 in coltura cellulare
    Cellule Vero, replicazione virale quantificata in qPCR; rilevante per formulazioni orali e nasali
Igiene intima

Mucosa e microbiota vaginale

Il criterio non è eliminare, è far prevalere i lattobacilli.

  • Cinetica di abbattimento su C. albicans
    Time-kill
  • Effetto prebiotico a favore dei lattobacilli
    Modello di microbiota vaginale
  • Riepitelizzazione e contenimento della risposta infiammatoria
    Scratch assay; macrofagi THP-1
  • Attività antivirale in vitro su modello Herpes simplex
    Saggio di riduzione delle placche
Deodoranti

Controllo dell’odore

L’odore nasce da un microbiota sbilanciato, non dalla traspirazione in sé.

  • Cinetica di abbattimento su S. hominis
    Time-kill
  • Attività selettiva sul microbiota cutaneo
    Riduzione logaritmica, patogeni e commensali a confronto
Per chi sviluppa dispositivi medici a base di sostanze. Dove passa il confine con il cosmetico, secondo il regolamento (UE) 2017/745 →

Un prodotto è dispositivo medico se non esercita nel o sul corpo umano l’azione principale cui è destinato mediante mezzi farmacologici, immunologici o metabolici, mezzi che possono però coadiuvarne la funzione (art. 2, punto 1). La linea passa quindi dalla destinazione d’uso e dal meccanismo dichiarato, non dall’ingrediente in sé: gli stessi dati possono sostenere un cosmetico o un dispositivo a seconda di come l’uno e l’altro vengono costruiti.

In concreto, un’attività antimicrobica, antibiofilm o antivirale agisce sull’agente e difficilmente regge come azione principale di un dispositivo: può accompagnare una funzione principale di tipo fisico — barriera, idratazione, lubrificazione, mucoadesione, rimozione meccanica — non sostituirla. I dati di riepitelizzazione, di protezione e recupero della barriera e di tollerabilità sono invece quelli che entrano più naturalmente nel fascicolo tecnico.

Se poi il dispositivo è composto da sostanze introdotte attraverso un orifizio del corpo o applicate sulla pelle, e lì assorbite o localmente disperse, si applica la regola 21 dell’allegato VIII: classe IIa quando agisce sulla pelle o nella cavità nasale e orale fino alla faringe, classe III quando la sostanza o i suoi metaboliti sono assorbiti per via sistemica per conseguire la destinazione d’uso, classe IIb negli altri casi. L’allegato I, punto 12.2 chiede inoltre per queste sostanze una valutazione di assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione, tolleranza locale, tossicità e interazioni, secondo i pertinenti criteri dell’allegato I della direttiva 2001/83/CE.

Questo non è un parere regolatorio e la qualificazione e la classificazione restano responsabilità di chi immette il prodotto sul mercato. È il motivo per cui, su progetti di questo tipo, la prima conversazione la facciamo sulla destinazione d’uso e sul meccanismo, prima che sui test: Dispositivi medici →

Dati tecnici e formulazione

Caratteristiche

ComposizioneLattoferrina bioattivata
AspettoPolvere da bianca a leggermente bronzea
SolubilitàIn acqua fino al 20%; in fase oleosa richiede emulsione
pH consigliato in formulaDa 3 a 5,8
ConservazioneTemperatura ambiente
Shelf life24 mesi
CertificazioniISO 9001, ISO 14001; controlli di produzione su ogni lotto

Concentrazioni suggerite

AntiglicazioneDa 0,05% (14 giorni) o 0,1% (7 giorni)
Uniformità del coloritoDa 0,05%
RiepitelizzazioneDa 0,1%
Attività antiviraleFino all’1%
Pelli impure e skin careDa 0,02% a 1%
Pelle atopica e cuoio capellutoDa 0,02% a 1%
Igiene oraleDa 0,02% a 1%
Sul linguaggio. I risultati qui riportati descrivono ciò che è stato misurato in laboratorio sull’ingrediente. La formulazione dei claim sul prodotto finito resta una scelta di chi lo mette in commercio, e cambia da mercato a mercato: se serve, la affrontiamo insieme prima che la formula sia chiusa.

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