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Formulazione e stabilizzazione

Un ceppo vivo, un enzima o un estratto che funzionano in soluzione non sono ancora un prodotto. La formulazione è il lavoro che li rende maneggiabili, dosabili e stabili per il tempo che il tuo mercato richiede — e gli studi di stabilità sono ciò che lo dimostra, invece di prometterlo.

Parliamo del tuo prodotto
DA DOVE SI PARTE

Tre problemi che la formulazione risolve

Un formulato nasce quasi sempre da uno di questi tre problemi. Quale sia decide dove la prima fase concentra lo sforzo.

Il principio attivo non sopravvive

Un microrganismo che perde vitalità, un enzima che perde attività, una molecola che degrada. Si interviene sulla matrice, sui protettivi e sul processo di essiccamento, non su uno solo dei tre.

Il prodotto non si maneggia

Polvere che non scorre, formato che non si dosa, materiale che assorbe umidità. Sono proprietà fisiche misurabili, e vanno misurate prima di cambiarle.

La shelf life non è dimostrata

Il prodotto tiene, ma nessuno può provarlo davanti a un cliente o a un’autorità. Studi standard, accelerati e stress test, con i time point definiti in partenza.

Come si svolge un progetto

Tre fasi, ciascuna che si chiude con una decisione e non con un report. Quanto dura ciascuna dipende dal principio attivo e dal formato di arrivo: la dimensioniamo dopo il primo confronto, non prima.

Fase uno

Screening formulativo

Si parte dal principio attivo e dal formato di arrivo. Confronto di una o due opzioni formulative su piccola quantità di prodotto finito, con protettivi ed eccipienti scelti sul meccanismo di degradazione che stai combattendo, non per abitudine.

Fase due

Ottimizzazione dell’essiccamento

Parametri di spray drying o ciclo di liofilizzazione, con disegno sperimentale dove le variabili sono più di due. Qui si decide quanto costa il prodotto: tempo di ciclo e resa di recupero pesano più della ricetta.

Fase tre

Stabilità e industrializzazione

Studio di stabilità con time point programmati a più temperature, scale-up del processo e le condizioni scritte abbastanza bene da spostarsi in produzione.

Che cosa misuriamo

Una formulazione è facile da proporre e difficile da dimostrare nel tempo. Questi sono gli endpoint che riportiamo.

  • Attività o conta vitale residua — subito dopo il processo e poi nel tempo, con il metodo dichiarato
  • Curva di stabilità — a più temperature e con time point programmati, non un solo punto finale
  • Resa di processo — quanto prodotto arriva alla fine del ciclo, che è metà del costo
  • Umidità e attività dell’acqua — i due parametri che spiegano la maggior parte delle degradazioni
  • Proprietà del formato — scorrevolezza, ricostituzione, granulometria, comportamento igroscopico
  • Stress test — condizioni volutamente severe, per sapere dove cede il prodotto prima che ceda da un cliente
  • Compatibilità in formula — come si comporta l’attivo insieme agli altri ingredienti del prodotto finale
  • Riproducibilità tra lotti — la stessa formulazione ripetuta, con la dispersione dichiarata

Il laboratorio dietro tutto questo

Dotazione

EssiccamentoSpray dryer pilota interno; cicli di liofilizzazione sviluppati da noi ed eseguiti alla scala che il progetto richiede
StabilitàStudi a temperature controllate, in condizioni standard, accelerate e di stress
AnaliticaStrumentazione Agilent e Shimadzu: HPLC, UPLC, spettrofotometri e titolatori; conte vitali e saggi di attività secondo il principio attivo

Che cosa porti a casa

FormulazioneLa formulazione stessa, con eccipienti, rapporti e condizioni di processo
DossierDati di stabilità, condizioni provate e risultati, nella forma che serve al tuo fascicolo tecnico
Lotto pilotaProduzione in scala quando il progetto arriva a quel punto

Partiamo dall’attivo

Raccontaci che cosa devi stabilizzare, in che formato e per quanto tempo deve reggere. Ti diremo come sarebbe il primo screening.

Parliamo del tuo prodotto

Raccontateci il vostro progetto

Scriveteci qui: vi risponde il team della divisione.